Storia di un libro e di “strane” coincidenze

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Non sono mai stato un collezionista e fino a poco tempo fa non riuscivo a comprendere che gusto ci fosse ad accumulare in casa oggetti da collezione: quadri, mobili, LP, suppellettili e via dicendo (sono infinite le possibilità di collezionare tante quante sono le cose fabbricate dall’uomo). Anzi, ad essere sincero mi sembrava una forma di alienazione: un modo come un altro per diventare dipendente dagli oggetti. Ero insensibile al piacere che nasce dal possedere qualcosa la cui rarità la rende carica di significato e preziosa. Il collezionista pensa di avere un tesoro indipendentemente dal valore economico di ciò che possiede. Certo, più avrà pagato per quella particolare opera più avrà valore ai suoi occhi. Come sarà contento di mostrarla a chi viene ospite in casa sua! È la sua “creatura”. No non ingannatevi: non l’ha materialmente prodotta lui, non ne sarebbe capace, ma quell’opera esiste per lui, fa parte di lui, non ne può più fare a meno. Di conseguenza diventa “sua”, come se l’avesse fatta lui e l’autore materiale dell’opera diventa a volte secondario, accessorio. Certo, lui e l’autore che ha prodotto l’opera sono amici, intimi per giunta (sia che di fatto lo conosca direttamente, sia che non lo conosca di persona, cioè che si tratti di un autore vivente ma non avvicinabile, sia infine nel caso di autore impossibile da conoscere perché già morto e magari vissuto secoli fa), ma l’opera che colleziona e custodisce e più sua che dell’autore che l’ha fatta. Non solo giuridicamente è sua, com’è ovvio, ma anche in un senso più profondo, più radicale. È sua e il suo valore dipende esclusivamente da lui.

Come detto, fino a poco tempo fa non capivo il senso del collezionismo, ora tutto è cambiato. Ad essere preciso l’11 febbraio 2025 è avvenuta la mia “conversione”.

Data la mia passione per Georges Bataille e dato che sto attualmente scrivendo una monografia su di lui, avevo pensato che non sarebbe stato male avere la prima edizione della biografia di Michel Surya (mi riferisco a Georges Bataille. La mort a l’oeuvre Librairie Séguier 1987 opera tra l’altro inopinatamente, ma forse non troppo, mai tradotta in italiano!). Sono già in possesso dell’edizione economica Gallimard del 2012 che ho letto e che continuerò ad utilizzare per il mio lavoro. Ma la prima edizione ha più valore, già solo per il fatto di essere l’originale, inoltre in questa edizione c’è un apparato di illustrazioni che manca in tutte le successive.

Il costo non è per nulla elevato, si aggira intorno ai 20 €.  Questo valore oggettivo minimo, però, nulla ha a che spartire con il significato affettivo e simbolico di possedere quest’opera.

Ma quanto raccontato fin qui è nulla, il meglio deve ancora venire.

Nel frontespizio, infatti, c’è la dedica dell’autore, di Michel Surya, il che già è un valore aggiunto. Ma guardate un po’ a chi è stato dedicato il libro: a André Masson! Pittore surrealista amico, collaboratore e illustratore degli scritti di Georges Bataille (a cominciare da L’histoire de l’oil). Nella descrizione sul sito di vendita del libro usato non c’era alcun cenno a questa dedica. Non ho idea di quanto, ma credo che questo ne accresca anche il valore economico: insomma la libreria che me lo ha venduto non ha fatto un grande affare.

Non è un segno del destino tutto questo? Ciò che è successo non può essere un caso! Mettendo in ordine gli eventi: io che finalmente decido di scrivere una monografia su Bataille, autore che più di tutti mi ha influenzato, io che mi dico che sarebbe bello avere la sua biografia nella prima edizione, così per arricchire la mia collezione, la copia che mi giunge con l’autografo dell’autore è dedicata a Masson e quindi è stata la copia di Masson!, dicevo mettendo in ordine questi fatti non posso più credere al caso.

E per concludere, un’altra strana coincidenza o meglio ora direi un altro segno: la libreria che lo possedeva e me lo ha venduto ha sede in Foligno.

Il lettori di Bataille capiranno immediatamente la portata di tutto ciò: Foligno è legata, infatti, al nome di una santa che in un certo periodo era una delle letture preferite di Bataille.

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