Sorriso di letto disfatto
d’intimità svelata nell’oblio:
i brividi, i brividi
non so se di febbre.
Fremito sotto la luce spietata
nel fluire non so se
di sogno – brusco risveglio
nessuna ombra
a fianco del corpo abbandonato
cadavere lunare.
Ancora improvviso un sussulto
e poi silente
come un livido paesaggio invernale.
I segni ora cerco
i segni, incerto a tastoni,
accecato dall’evidenza
non so se qualcuno sia con me
in quest’ora di tregua
nel folle disastro.

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